Un dolore durante la masticazione può dipendere da un’incrinatura, ma non basta a diagnosticarla. Per capire se il dente sia conservabile occorre distinguere tipo, estensione e conseguenze della lesione, valutando polpa, gengiva e struttura. La scelta può andare dal controllo a un restauro protettivo, fino ad altri trattamenti quando indicati.

Una linea sul dente non equivale sempre a una frattura grave

Nello stesso termine comune, “crepa”, possono rientrare situazioni molto diverse. Una sottile linea limitata allo smalto non coincide con un’incrinatura che interessa la dentina, con una cuspide fratturata o con un dente separato in parti. La distinzione non è una questione di parole: cambia ciò che è possibile fare e il modo di valutare la prognosi. Una fotografia ingrandita, da sola, non permette di stabilire la profondità della linea.

Il documento di posizione della European Society of Endodontology del 2025 distingue questi quadri e raccomanda di interpretarli nel contesto clinico. Anche la presenza di una vecchia otturazione o di una cura canalare va considerata senza attribuire automaticamente a quel trattamento la causa del problema. Per il paziente, la domanda utile è quale lesione sia stata identificata e quali elementi la rendano più o meno preoccupante nel proprio caso.

Dolore al morso: quali informazioni aiutano la visita

Il fastidio può comparire mentre si stringono i denti su un alimento oppure quando si rilascia il morso. In altre situazioni prevalgono sensibilità al freddo o disturbi intermittenti, difficili da localizzare. Queste descrizioni orientano l’esame, ma possono appartenere anche ad altre condizioni. È utile ricordare da quanto tempo il sintomo sia presente, se stia cambiando e se ci siano stati un trauma o la perdita di una parte del restauro.

Non occorre cercare di riprodurre il dolore mordendo deliberatamente oggetti duri. Le prove cliniche devono essere scelte ed eseguite dal dentista. Se si arriva alla visita con radiografie o documentazione precedente, queste possono aiutare a ricostruire la storia del dente. Il confronto con esami già disponibili non elimina l’eventuale necessità di nuovi accertamenti, ma permette di valutarla con un quesito preciso, anziché ripetere immagini senza motivo.

Perché la radiografia non risponde da sola

L’esame integra osservazione del dente, valutazione dei restauri, test della polpa, controllo dei contatti masticatori e sondaggio gengivale quando pertinenti. Ingrandimento e illuminazione possono aiutare a individuare dettagli; talvolta occorre valutare ciò che una ricostruzione copre. Ogni passaggio deve avere un obiettivo spiegabile. Non esiste un’immagine che, da sola e in qualunque situazione, certifichi l’assenza di un’incrinatura o ne descriva tutta l’estensione.

Anche la tomografia tridimensionale ha limiti: può essere considerata in casi selezionati, se gli altri elementi non chiariscono il problema, ma non mostra in modo affidabile ogni linea di frattura. L’approfondimento sulla CBCT odontoiatrica aiuta a distinguere un esame indicato da un esame richiesto solo per avere più immagini. La domanda è quale informazione aggiuntiva possa cambiare la decisione, tenendo conto dell’esposizione radiologica.

Conservare il dente: possibilità e limiti

Alcune linee superficiali o situazioni a basso rischio possono richiedere osservazione nel tempo, mentre altre necessitano di un restauro che protegga le porzioni vulnerabili del dente. La scelta dipende dalla struttura, dai sintomi, dalla funzione e dalle condizioni biologiche. Non sarebbe corretto proporre la stessa soluzione a ogni incrinatura; allo stesso modo, la parola “frattura” non basta da sola a giustificare un’estrazione.

Quando è interessata anche la polpa, può essere indicata una cura canalare, ma questa non salda la frattura e non rende automaticamente restaurabile il dente. Il percorso di endodonzia al microscopio comprende la valutazione del dente nel suo insieme. In alcuni quadri l’estensione della lesione rende la conservazione poco prevedibile o impraticabile: riconoscere questo limite è parte di una scelta conservativa responsabile, senza insistere su una promessa di recupero a ogni costo.

Chiarire il piano, comprese le incertezze

Un piano comprensibile distingue ciò che è già stato osservato da ciò che resta da verificare. Prima di iniziare, è utile sapere se siano previste una fase di valutazione, una protezione provvisoria o una ricostruzione definitiva, e quali riscontri potrebbero cambiare il programma. L’incertezza residua non si elimina scegliendo un materiale diverso o un esame più sofisticato: va descritta, insieme alle alternative plausibili.

La linea guida ESE del 2023 sulle malattie pulpari e apicali sostiene un percorso fondato sulla diagnosi e sulla rivalutazione. Nel colloquio è quindi ragionevole chiedere anche come verranno controllati i sintomi e chi contattare se cambiano. Un dolore che persiste non va normalizzato soltanto perché è già stato eseguito un restauro; richiede un confronto con chi segue il caso, senza dedurre a distanza quale sia la causa.

Organizzare i controlli quando si vive lontano

Per chi si sposta dalla Svizzera o da un’altra città, la prima comunicazione può servire a descrivere il disturbo e inviare la documentazione disponibile. Non sostituisce però le prove necessarie per decidere se il dente sia recuperabile. Conviene concordare prima del rientro quale sia il passaggio successivo, come gestire un nuovo sintomo e quali indicazioni seguire nell’intervallo. L’obiettivo organizzativo è avere un riferimento chiaro, non comprimere le fasi cliniche in un viaggio.

La pagina per i pazienti dalla Svizzera descrive il primo contatto con lo studio a Torino. Se nel frattempo il dolore aumenta, compare gonfiore o si rompe un’altra parte del dente, va richiesto un consiglio tempestivo senza attendere automaticamente la data del controllo. Difficoltà a respirare o deglutire richiedono assistenza urgente. La distanza non deve diventare un motivo per ignorare un cambiamento importante.

Domande frequenti

Un dente incrinato deve sempre essere estratto?

No. Il termine comprende situazioni con gravità e prospettive diverse. Alcune permettono il controllo o un trattamento conservativo, altre possono rendere il dente non recuperabile. La scelta richiede una valutazione dell’estensione della lesione, della polpa, dei tessuti di supporto e della possibilità di ottenere un restauro adeguato nel caso specifico.

L’esperienza in studio

Fin dalla prima seduta sono rimasto meravigliato per l’attenzione e la chiarezza con le quali mi venivano proposte soluzioni

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Ho contattato lo studio dentistico del dottor Gianluca Buniato per un consiglio ed eventuale preventivo al fine di risolvere i miei molteplici e complessi problemi odontoiatrici. Fin dalla prima seduta sono rimasto meravigliato per l’attenzione e la chiarezza con le quali mi venivano proposte soluzioni di cui, in tempi brevi, ho poi potuto verificare l’efficacia. Ritengo doveroso ringraziare il dottor Buniato e le sue collaboratrici non solo per la professionalità con la quale operano in uno studio odontoiatrico che si avvale di una tecnologia di eccellenza (a costi assolutamente ragionevoli), ma anche per la capacità di mettere sempre a proprio agio il paziente.

Se la radiografia non mostra nulla, la crepa è esclusa?

No. Una radiografia può essere utile, ma non visualizza necessariamente un’incrinatura. Anche la CBCT ha limiti e non è indicata automaticamente. La diagnosi combina storia del disturbo, esame clinico e accertamenti pertinenti. È quindi importante riferire i sintomi anche quando un’immagine precedente non aveva evidenziato un problema.

L’esperienza in studio

attento e sempre disponibile a spiegare ogni fase del percorso.

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Ho iniziato un percorso con il dott. Buniato Gianluca per sistemare i miei denti da adulta (ho 40 anni) e posso dire che è stata una delle scelte migliori che potessi fare. Grazie ad un attento e studiato percorso di ortodonzia durato neanche due anni, ho ottenuto risultati che non avrei mai pensato possibili: il mio sorriso è completamente cambiato e finalmente mi sento sicura nel mostrarlo!

Il dott. Buniato è estremamente preciso, attento e sempre disponibile a spiegare ogni fase del percorso. Anche tutto lo staff dello studio è gentile, accogliente e molto organizzato. Lo studio, situato in Corso Francia a Torino, è curato nei minimi dettagli e trasmette da subito un senso di fiducia e serenità.

Anche se abito parecchio distante dallo studio, viste le ottime recensioni, ho deciso comunque di affidarmi al Dottore e posso confermare che la scelta è stata quella giusta.

Consiglio assolutamente questo studio a chi desidera migliorare il proprio sorriso con professionalità, tecnologia e tanta attenzione alla persona.

Devitalizzare risolve sempre il dolore di un dente incrinato?

No. La cura canalare tratta una condizione pulpare o apicale quando è indicata, ma non elimina meccanicamente la frattura. Occorre valutare anche struttura e restauro. Prima di procedere è utile chiarire quale parte del problema il trattamento affronti e quali limiti o controlli rimangano necessari per quel dente.

L’esperienza in studio

la gentilezza nell'accoglienza dei pazienti e la disponibilità nella gestione degli appuntamenti.

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Il dott. Buniato e tutto il suo Staff si contraddistinguono per la grande professionalità e competenza nel lavoro, ma anche per la gentilezza nell'accoglienza dei pazienti e la disponibilità nella gestione degli appuntamenti. Uno studio dentistico assolutamente da raccomandare!!

Per una valutazione personalizzata del suo caso, il Dott. Buniato è a disposizione per una prima visita specialistica con analisi diagnostica completa.


Fonti

  1. Patel S, Teng PH, Liao WC, et al. Position statement on longitudinal cracks and fractures of teeth. Int Endod J. 2025;58(3):379-390. DOI: 10.1111/iej.14186. PMID: 39840523.
  2. Duncan HF, Kirkevang LL, Peters OA, et al. Treatment of pulpal and apical disease: The European Society of Endodontology (ESE) S3-level clinical practice guideline. Int Endod J. 2023;56 Suppl 3:238-295. DOI: 10.1111/iej.13974. PMID: 37772327.

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Dott. Gianluca Maria Buniato

Dott. Gianluca Maria Buniato

Odontoiatra e Direttore Sanitario dello Studio Dentistico Buniato a Torino. Formazione internazionale in implantologia avanzata, estetica sartoriale e chirurgia rigenerativa.