Per un innesto osseo dentale possono essere impiegati osso autologo, matrici animali purificate e sostituti sintetici. Materiali e tracciabilità vengono documentati. L’indicazione all’innesto dipende dal difetto, dall’osso residuo e dal progetto protesico, con imaging tridimensionale quando necessario.
Le classi di biomateriali usate in implantologia
Quando la cresta ossea non è sufficiente per accogliere un impianto nella posizione protesicamente corretta, il clinico può valutare un innesto. Le classi impiegate nella pratica implantare sono principalmente tre: osso autologo, quando serve, prelevato con strumenti dedicati e miscelato al biomateriale scelto; materiali di origine animale purificati e certificati come dispositivi medici; sostituti sintetici a base di fosfati di calcio, come l’idrossiapatite. Le matrici animali e i sostituti sintetici agiscono come impalcatura osteoconduttiva, cioè una struttura in cui le cellule ossee del paziente migrano e depositano nuovo tessuto; l’osso autologo apporta anche cellule vitali. Una revisione del 2024 di Nikç e colleghi ricorda che la scelta della classe incide su tempi di guarigione, riassorbimento residuo e stabilità a lungo termine dell’impianto, e va tarata sull’indicazione clinica. Un trial randomizzato controllato del 2025 di Sanz e colleghi ha confrontato un sostituto sintetico riassorbibile con il blocco di osso autologo nell’aumento di creste atrofiche: in entrambi i gruppi gli impianti sono stati inseriti e integrati, con eventi avversi minori.
Come si valuta la sicurezza dei materiali di origine animale
Il timore più frequente riguarda i materiali di origine animale. Non sono osso vitale, ma matrici sottoposte a processi industriali di purificazione e certificate per uso clinico. Nello Studio Buniato ogni materiale rigenerativo utilizzato è accompagnato dalla scheda tecnica del produttore. Il tipo di materiale previsto è indicato nel consenso informato firmato prima dell’intervento; produttore, numero di lotto e data di scadenza vengono annotati in cartella clinica il giorno dell’intervento e restano disponibili in copia su richiesta. Anche l’immagine CBCT preoperatoria e, quando eseguita, quella di controllo fanno parte della documentazione che il paziente può conservare, insieme al referto operatorio e alle indicazioni per il post-intervento.
Quando l’innesto è indicato e quando si può evitare
L’innesto osseo non è un passaggio automatico dell’implantologia. È indicato quando la cresta residua è insufficiente in altezza o in spessore per accogliere un impianto nella posizione protesicamente corretta. Le situazioni tipiche sono il rialzo di seno mascellare posteriore, l’aumento di cresta orizzontale nei settori estetici e la preservazione dell’alveolo dopo un’estrazione difficile, procedura che riduce il riassorbimento fisiologico dei primi mesi e conserva il volume utile per un successivo posizionamento implantare.
Quando l’osso residuo è già sufficiente, proporre un innesto aggiunge un intervento senza reale vantaggio, ne prolunga i tempi e ne aumenta la morbilità. Esistono anche condizioni di prudenza: un caso clinico pubblicato nel 2024 da Narahara e colleghi descrive un aumento osseo con materiale sintetico, con guarigione documentata, in una persona in terapia con bifosfonati a basso dosaggio, sottolineando come la selezione del caso e il dialogo con il medico curante restino centrali. Trattandosi di un singolo caso clinico, il dato va letto come indicazione di prudenza individuale.
Il ruolo della CBCT nella decisione clinica
La decisione se innestare nasce dalla misurazione. Nello Studio Buniato, in Corso Francia 30 a Torino, ogni valutazione implantare che coinvolga una possibile rigenerazione parte da un esame CBCT mirato con Planmeca VISO G3: la tomografia consente di misurare in millimetri altezza e spessore dell’osso disponibile e di stimarne la densità, e di verificare la posizione di strutture anatomiche delicate come il pavimento del seno mascellare o il canale mandibolare. Da questa misurazione dipende se l’innesto è necessario. Quando la CBCT mostra volume osseo adeguato, spesso l’innesto si può evitare e si procede con il posizionamento implantare pianificato sulla CBCT. Quando invece l’osso è insufficiente, la stessa immagine tridimensionale permette di scegliere la classe di biomateriale coerente con l’obiettivo protesico e di prevedere in anticipo i tempi di guarigione.
Cosa aspettarsi dopo l’innesto
Un innesto ben eseguito richiede tempo per integrarsi con l’osso del paziente. I tempi variano in base al sito trattato, al volume rigenerato e al tipo di materiale: alcune procedure permettono l’inserimento contestuale dell’impianto, altre richiedono mesi di attesa prima di procedere con la fase implantare. In fase post-operatoria si mantengono controlli programmati per verificare la guarigione dei tessuti molli e, quando indicato, si ripete una CBCT di controllo per confermare la maturazione ossea prima di caricare l’impianto. L’intero percorso è documentato, dal materiale usato ai controlli radiografici: la documentazione resta in cartella ed è disponibile in copia su richiesta, insieme alle indicazioni per il post-intervento. Anche l’impronta digitale preoperatoria, quando indicata, entra a far parte della documentazione tecnica del caso e permette una pianificazione più predicibile della fase protesica successiva. Una volta protesizzato, l’impianto su osso rigenerato segue lo stesso mantenimento di ogni impianto: igiene domiciliare costante e controlli professionali a intervalli stabiliti, perché la perimplantite resta la principale causa di fallimento tardivo.
Domande frequenti
Posso chiedere che venga usato solo osso mio?
Sì, può chiederlo. La valutazione va fatta caso per caso: il prelievo di osso autologo comporta un secondo sito chirurgico e una morbilità aggiuntiva, e in molte indicazioni oggi si ricorre a combinazioni con altri biomateriali per ridurre l’invasività complessiva mantenendo l’esito clinico atteso. La scelta finale è condivisa dopo aver esaminato la CBCT e discusso le sue preferenze in modo esplicito.
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Se ho preso bifosfonati posso comunque fare un innesto?
La terapia con bifosfonati o altri farmaci antiriassorbitivi richiede una valutazione dedicata: la decisione dipende da dosaggio, durata della terapia, via di somministrazione e coordinamento con il suo medico curante. Un caso clinico pubblicato nel 2024 descrive un aumento osseo eseguito in questo scenario; trattandosi di un singolo caso, la selezione resta individuale.
lavora prestando molta attenzione alle esigenze dei pazienti.
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Conosco lo studio dentistico Buniato da diversi anni, dopo varie esperienze in altri studi! Mi sono sempre trovata bene, il dottore e i suoi collaboratori sono preparati, gentili, precisi. Il dottore mi ha sempre consigliato in modo discreto, ma professionale e devo dire che, nonostante io abbia parecchio timore del dentista, con lui sono tranquilla, lavora prestando molta attenzione alle esigenze dei pazienti. Ancora grazie. Elisabetta
Come faccio a sapere esattamente cosa mi è stato messo?
Ogni materiale rigenerativo ha un lotto, un produttore, una data di scadenza e una scheda tecnica registrati nella cartella clinica operatoria. Su richiesta le viene consegnata copia di questi dati, insieme al referto CBCT preoperatorio e, se eseguita, all’immagine di controllo.
Prima di ogni passaggio spiega che cosa sta facendo e che cosa si potrebbe sentire
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Scrivo un po’ più del solito perché so quanto possa essere difficile trovare un dentista con cui ci si senta davvero a proprio agio, soprattutto quando si cercano cure all’estero. Sono venuta a Torino per delle cure dentali e, sinceramente, non potrei essere più felice di aver trovato il Dott. Buniato.
Fin dall’inizio mi hanno colpita l’accuratezza e la trasparenza di ogni passaggio. Si prende il tempo necessario per una valutazione approfondita, con immagini e analisi dettagliate, e poi spiega chiaramente la situazione, le diverse opzioni, quale consiglia e quanto costerebbe ciascuna. Non si resta mai all’oscuro, né ci si aspetta semplicemente che ci si affidi a qualcuno che sa che cosa sia meglio per noi. Capisci che cosa viene fatto, perché viene fatto e che cosa aspettarti.
La stessa attenzione continua durante il trattamento. Prima di ogni passaggio spiega che cosa sta facendo e che cosa si potrebbe sentire, così non si viene mai colti di sorpresa. Si vede che è incredibilmente preciso e che gli importa davvero curare ogni dettaglio.
Il risultato ha superato le mie aspettative. Dopo ho avuto praticamente nessun dolore, nonostante mi aspettassi proprio il contrario. Il lavoro ha un ottimo aspetto, ma soprattutto lo sento del tutto naturale. Dopo un trattamento dentale di solito c’è un periodo di adattamento: si nota che qualcosa è cambiato, oppure la chiusura dei denti può sembrare diversa. Con il Dott. Buniato non mi è successo. Tutto mi è sembrato completamente naturale fin dal momento in cui mi sono alzata dalla poltrona.
Mi ha colpita molto anche il livello tecnico dello studio. Le attrezzature e la tecnologia sono a un livello che ho visto raramente ed è chiaro che vengono usate con vera competenza, non semplicemente per fare scena.
Tutto il team è accogliente, attento e professionale, e si ha la sensazione che siano disposti a dedicare il tempo necessario per fare le cose bene.
Consiglierei davvero il Dott. Buniato a chiunque cerchi ottime cure dentali a Torino. Sono molto felice di averlo trovato e tornerò sicuramente per le mie cure future.
Ho già un piano con innesto proposto altrove: ha senso una seconda valutazione?
Sì, e parte dalla stessa misurazione: una CBCT recente, letta sulla posizione protesica pianificata. Un piano diverso non è di per sé un errore: può dipendere dall’esame usato, dall’obiettivo protesico o dal momento della valutazione. Se altezza e spessore dell’osso risultano sufficienti, l’innesto può diventare evitabile; se non lo sono, la seconda valutazione lo conferma.
Il dott. Buniato e il suo team sono professionali, pazienti ed empatici, ascoltano con attenzione e rispondono alle mie domande.
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Il sistema di prenotazione della clinica è molto comodo e la procedura online è semplice e veloce. L’ambiente è pulito, ordinato e confortevole, le attrezzature sono avanzate e la sala d’attesa è accogliente e rilassante: tutto questo aiuta ad alleviare la tensione della visita dal dentista. Il dott. Buniato e il suo team sono professionali, pazienti ed empatici, ascoltano con attenzione e rispondono alle mie domande. La comunicazione interamente in inglese è avvenuta senza difficoltà. È stata un’esperienza dal dentista davvero ottima, che consiglio vivamente ad amici e familiari!
Mi hanno detto che ho poco osso: l’innesto è sempre obbligatorio?
No. Se la CBCT mostra altezza e spessore sufficienti per la posizione protesica pianificata, l’innesto non aggiunge vantaggio e non si propone. Viene invece rinviato o sconsigliato quando la guarigione è poco predicibile, per esempio con terapie antiriassorbitive ad alto dosaggio o condizioni generali non compensate, che vanno chiarite con il medico curante prima di decidere.
attento e sempre disponibile a spiegare ogni fase del percorso.
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Ho iniziato un percorso con il dott. Buniato Gianluca per sistemare i miei denti da adulta (ho 40 anni) e posso dire che è stata una delle scelte migliori che potessi fare. Grazie ad un attento e studiato percorso di ortodonzia durato neanche due anni, ho ottenuto risultati che non avrei mai pensato possibili: il mio sorriso è completamente cambiato e finalmente mi sento sicura nel mostrarlo!
Il dott. Buniato è estremamente preciso, attento e sempre disponibile a spiegare ogni fase del percorso. Anche tutto lo staff dello studio è gentile, accogliente e molto organizzato. Lo studio, situato in Corso Francia a Torino, è curato nei minimi dettagli e trasmette da subito un senso di fiducia e serenità.
Anche se abito parecchio distante dallo studio, viste le ottime recensioni, ho deciso comunque di affidarmi al Dottore e posso confermare che la scelta è stata quella giusta.
Consiglio assolutamente questo studio a chi desidera migliorare il proprio sorriso con professionalità, tecnologia e tanta attenzione alla persona.
Per una valutazione personalizzata del suo caso, il Dott. Buniato è a disposizione per una prima visita specialistica con analisi diagnostica completa, in Corso Francia 30 a Torino (metro Principi d’Acaja).
Fonti
- Nikç F, Muçolli G, Muçolli G. Regenerative materials – their indications and use in implantology: a literature review. Georgian Medical News. 2024. PMID: 39855177
- Sanz M, Gjerde C, Gjertsen BT, et al. Bone augmentation of atrophic alveolar ridges using a synthetic bone substitute with mesenchymal stem cells: a randomized, controlled clinical trial. Clinical Oral Implants Research. 2025. doi:10.1111/clr.70025. PMID: 40844304
- Narahara S, Ohba S, Ichinose S, et al. Bone augmentation with alloplastic graft material in a patient under bisphosphonate therapy: a case report and literature review. Journal of Oral Implantology. 2024. doi:10.1563/aaid-joi-D-24-00077. PMID: 38953229

