L’impronta digitale con scansione intraorale è oggi indicata per corone singole, ponti corti, allineatori ortodontici e numerose riabilitazioni implantari parziali, con accuratezza clinicamente comparabile alla tecnica tradizionale. L’impronta convenzionale resta preferibile per arcate complete su impianti e in casi clinici specifici valutati caso per caso.
Per chi è utile l’impronta digitale
La scansione intraorale è particolarmente indicata per pazienti che affrontano corone singole, ponti di estensione corta, restauri estetici parziali, allineatori ortodontici e molte riabilitazioni implantari parziali. La letteratura prosthodontica conferma che, per questi scenari, l’accuratezza tridimensionale è clinicamente accettabile e comparabile a quella della tecnica tradizionale. Nello Studio Buniato, in Corso Francia 30 a Torino, utilizziamo lo scanner intraorale 3Shape TRIOS 6 con FaceScan integrato e CBCT Planmeca per costruire un flusso digitale coerente dalla diagnosi alla protesi. Una revisione sistematica del 2021 su 437 pazienti, distribuiti in 9 RCT e 8 studi prospettici, ha documentato riduzione del chair time e miglioramento dei parametri di comfort riferiti dal paziente, indipendentemente dall’ampiezza dell’area scansionata e dal tipo di restauro previsto. Per chi vive percorsi protesici o implantari complessi, la scansione consente di mostrare in tempo reale lo stato delle arcate e di pianificare con maggiore trasparenza ogni passaggio.
Quando l’impronta tradizionale resta una scelta valida
Una review pubblicata sul Journal of Prosthodontics ha evidenziato che, nell’impronta a tutta arcata, la tecnica convenzionale ha mostrato accuratezza migliore rispetto alla scansione intraorale, più vulnerabile a deviazioni quando l’area da rilevare è molto estesa. La meta-analisi del 2020 dedicata alle impronte implantari conferma accuratezza tridimensionale comparabile per i pazienti parzialmente edentuli, ma sottolinea che per le arcate completamente edentule l’evidenza clinica è ancora limitata e servono ulteriori studi. Nella nostra pratica clinica indichiamo la tecnica tradizionale quando l’estensione della riabilitazione, la presenza di tessuti molli mobili o specifiche condizioni anatomiche rendono il rilievo polimerico più predicibile. Anche le condizioni di illuminazione, la temperatura colore della sala operativa e l’irregolarità delle superfici da scansionare possono influenzare l’accuratezza dello scanner. La scelta tra digitale e analogico non è una questione di moda commerciale, ma di indicazione clinica documentata caso per caso.
Come decidiamo nello Studio Buniato a Torino
La scelta del tipo di impronta nasce dalla valutazione diagnostica iniziale e dal piano protesico previsto. Nel nostro studio, ogni indicazione è discussa insieme al paziente: il razionale clinico viene esplicitato prima di procedere, con descrizione delle alternative tecniche e dei rispettivi limiti. Per restauri singoli e protesi fisse di estensione contenuta, la scansione intraorale rappresenta il flusso preferenziale, integrato con il CBCT quando serve correlare anatomia ossea e progetto protesico. Per riabilitazioni implantari ampie valutiamo caso per caso, tenendo conto dell’esperienza maturata sui percorsi di implantologia avanzata e dei dati pubblicati su accuratezza tridimensionale. Il principio resta lo stesso: scegliere la tecnica che riduce gli errori di adattamento protesico e le ribattute multiple, non quella che fa apparire più tecnologico lo studio. La trasparenza sul perché di una scelta è parte integrante del nostro modo di lavorare.
Cosa aspettarsi durante la scansione intraorale
La scansione intraorale è una procedura ambulatoriale che non richiede materiali da impronta tradizionale come alginato o silicone polietere. Il paziente è seduto in posizione comoda; il clinico passa la cannula dello scanner sulle superfici dentali e gengivali, mentre l’immagine tridimensionale si compone in tempo reale sul monitor. La revisione sistematica del 2021 ha documentato che la scansione riduce il tempo della procedura rispetto alla tecnica convenzionale, sia per quadranti sia per arcate complete. Per molti pazienti questo significa minore stimolazione del riflesso del vomito, assenza di sapore o sensazione di pressione legati al porta-impronta. Durante la seduta è possibile mostrare al paziente il dettaglio anatomico delle arcate, evidenziare aree di interesse e spiegare il razionale del piano protesico previsto. La scansione viene poi inviata al laboratorio in formato digitale; quando il caso lo richiede, integriamo le informazioni con il CBCT Planmeca per la pianificazione chirurgica e protesica.
Come archiviazione e baseline supportano il mantenimento
La scansione effettuata oggi può essere archiviata come riferimento confrontabile negli anni successivi. Questo permette di monitorare retrazioni gengivali, microfratture, usura dei restauri o piccole variazioni anatomiche con un dato di partenza oggettivo. Nei percorsi implantari e protesici complessi, l’archivio digitale supporta i controlli di mantenimento e l’eventuale necessità di rifacimenti parziali con maggiore continuità informativa rispetto a impronte conservate solo come modelli in gesso. La pianificazione di un eventuale percorso implantare beneficia del dato già acquisito, evitando rilievi ripetuti quando non clinicamente giustificati. Lo Studio Buniato in Corso Francia 30, fermata metro Principi d’Acaja, integra scansione intraorale, CBCT e flusso protesico in un percorso unico, con 5,0 di valutazione media su 138 recensioni verificate. Per chi affronta riabilitazioni articolate, conoscere in anticipo il razionale dei passaggi diagnostici riduce l’incertezza e migliora la qualità della decisione.
Per una valutazione personalizzata del suo caso, il Dott. Buniato è a disposizione per una prima visita specialistica con analisi diagnostica completa.
Domande frequenti
La scansione intraorale è dolorosa o fastidiosa?
No, la scansione è una procedura ambulatoriale non invasiva. La cannula dello scanner viene fatta scorrere sulle superfici dentali e gengivali senza materiali di impronta, riducendo lo stimolo del riflesso del vomito e la sensazione di pressione tipici della tecnica tradizionale con porta-impronta.
La scansione digitale sostituisce completamente l’impronta tradizionale?
No, non sempre. Per corone singole, ponti corti, allineatori e molte riabilitazioni implantari parziali l’accuratezza è clinicamente comparabile. Per le arcate completamente edentule su impianti la letteratura indica che la tecnica tradizionale resta spesso preferibile. La scelta dipende dall’indicazione clinica del singolo caso.
Quanto dura una seduta di scansione intraorale?
La revisione sistematica del 2021 ha documentato che la scansione riduce il tempo di procedura rispetto all’impronta tradizionale, sia per quadranti sia per arcate complete. La durata reale varia in base all’estensione dell’area da rilevare e alla complessità del caso, ma in molti scenari clinici la riduzione percepita dal paziente è netta.
La scansione intraorale è adatta per pianificare un percorso implantare?
Sì, per implantologia parziale gli studi documentano accuratezza tridimensionale comparabile alla tecnica convenzionale. Nel nostro studio l’integriamo con il CBCT Planmeca quando serve correlare anatomia ossea e progetto protesico. Per arcate complete su impianti valutiamo ogni caso individualmente sulla base dei dati clinici e della letteratura disponibile.
Fonti
- Ahlholm P, Sipilä K, Vallittu P, Jakonen M, Kotiranta U. Digital Versus Conventional Impressions in Fixed Prosthodontics: A Review. J Prosthodont. 2018. DOI: 10.1111/jopr.12527. PubMed
- Siqueira R, Galli M, Chen Z, Mendonça G, Meirelles L, Wang HL. Intraoral scanning reduces procedure time and improves patient comfort in fixed prosthodontics and implant dentistry: a systematic review. Clin Oral Investig. 2021. DOI: 10.1007/s00784-021-04157-3. PubMed
- Papaspyridakos P, Vazouras K, Chen YW, Kotina E, Natto Z, Kang K. Digital vs Conventional Implant Impressions: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Prosthodont. 2020. DOI: 10.1111/jopr.13211. PubMed